Non v'è dubbio che in Toscana la storia abbia avuto un grande peso nell'affermare la coltura della vite e la produzione del vino. Gli etruschi, innanzitutto, e successivamente i romani sono stati i popoli che più di tutti hanno influenzato il radicamento di questa coltivazione. Se gli etruschi sono stati essenziali, i romani sono stati determinanti perché a loro va il merito di averla sviluppata, potenziata e diffusa sull'intero territorio regionale.
Oggi, la Toscana è il cuore pulsante del vino italiano, grazie a una coltivazione che ha creato un connubio stretto e felice con il territorio e il suo ambiente, alla sinergia che ha realizzato con l'uomo e i suoi obiettivi, alla sincronia che ha intrecciato con la grande vocazione turistica della regione. Nella sua forma sommariamente triangolare, la Toscana propone un territorio che sembra fatto apposta per la vite, con quel suo andamento di saliscendi continuo, con quell'alternarsi instancabile di colline e di valli, dove le altitudini si fanno anche considerevoli. La parte occidentale, costiera, bagnata dal mar Tirreno ha clima temperato; man mano che si va verso l'interno, la lontananza dal mare e l'altitudine crescente delle colline danno vita a un clima sempre più continentale, quasi freddo e temperato. In questo ambiente, la vite è presente un po' ovunque nelle dieci province di cui è composto territorio regionale.
Tra Siena e Firenze sono concentrate le aree più prestigiose, quelle del Brunello di Montalcino e del Nobile di Montepulciano, quelle del Chianti Classico e, coinvolgendo altre province, quella delle varie zone del Chianti e poi quella della Vernaccia di San Gimignano.
Toscana terra di vino
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